IL SIGNIFICATO DEL RISORGIMENTO NAZIONALE PIÙ CHE MAI ATTUALE

In tema di Identità vogliamo stimolare il lettore (e sottolineiamo il termine stimolare giacché non vogliamo far convinto chicchessia e non coltiviamo la pretesa di possedere le chiavi della verità) verso il significato del Risorgimento italiano e del legame inscindibile romanità-italianità.

Abbiamo quindi scelto di proporvi alcuni estratti iniziali del primo capitolo d’un recente testo dello studioso di storia e tradizionalismo romano Sandro Consolato.

Buona lettura.

Baltikum

ROMANITÀ E ITALIANITÀ

Antonio Gramsci nei Quaderni del carcere (42) osservava: «Nel linguaggio storico-politico italiano è da notare tutta una serie di espressioni legate strettamente al modo tradizionale di concepire la storia della nazione e della cultura italiana, che è difficile e talvolta impossibile di tradurre nelle lingue straniere». Tra tali espressioni egli evidenziava soprattutto le seguenti: «Rinascimento», «Risorgimento» e «Riscossa». E, a proposito delle ultime due, spiegava: «Nasce nell’Ottocento il termine ‘Risorgimento’ in senso più strettamente nazionale e politico, accompagnato dalle altre espressioni di ‘Riscossa nazionale’ e ‘riscatto nazionale’: tutti esprimono il concetto del ritorno a uno stato di cose già esistito nel passato o di ‘ripresa’ offensiva (‘riscossa’) delle energie nazionali disperse intorno a un nucleo militante e concentrato, o di emancipazione da uno stato di servitù per ritornare alla primitiva autonomia (‘riscatto’). Sono difficili da tradurre appunto perché strettamente legate alla tradizione letteraria-nazionale di una continuità essenziale della storia svoltasi nella penisola italiana, da Roma all’unità dello Stato moderno, per cui si concepisce la nazione italiana ‘nata’ o ‘sorta’ con Roma, si pensa che la cultura greco-romana sia ‘rinata’, la nazione sia ‘risorta’, ecc. La parola ‘riscossa’ è del linguaggio militare francese, ma poi si è legata alla nozione di un organismo vivo che cade in letargia e si riscuote, sebbene non si possa negare che le è rimasto un po’ del primitivo senso militare».

Grazie alle riflessioni di Gramsci, il termine “Risorgimento”, e quelli che potremmo chiamare i suoi “satelliti”, cioè i termini “riscossa” e “riscatto” (nazionali), possono essere esplicitati in un senso che rende ragione dello scopo del presente lavoro: quello di dimostrare che il Risorgimento italiano fu un fatto spirituale e politico indigeno nella sua essenza profonda e, come tale, leggibile all’interno delle categorie del «Mondo della Tradizione» (la ri-voluzione come ri-torno, quasi astronomicamente scandito, a una condizione originaria perduta in virtù di un perturbamento intervenuto nell’ordo rerum) (43) e, in particolare, della tradizione romano-italica, (…)

(…) Le molteplici “questioni di storia risorgimentale” qui non interessano che marginalmente: il lettore colto può disporre, per questo, di una vasta bibliografia (45). Un problema come quello relativo alle date di inizio (1748? 1796? 1815?) o di termine (1870? 1918?) del Risorgimento, accettata la definizione data da Gramsci, non come propria ma come esplicitazione del nucleo forte dell’ideologia risorgimentale, per me neanche si pone. Il Risorgimento è sì un fatto dell’età contemporanea, ma è aspirazione antica, e dunque va considerato null’altro che il modo in cui modernamente viene riproposto e risolto il problema del ritorno all’unità nazionale-territoriale dell’Italia con a capo Roma: un fine che, traendo le sue ragioni dalla sfera del sacro e la sua forza segreta dall’azione rituale di élites rappresentanti la continuità delle tradizioni precristiane della Penisola, trapassa la mera sfera del “politico” e, soprattutto, delle ideologie politiche. Che poi quella che gli storici chiamano “l’età del Risorgimento” sia tante altre cose, e che il Risorgimento quale io lo intendo non sia stato pensato in tal modo che da alcuni dei protagonisti della storia dell’indipendenza nazionale, questo, datolo per scontato, nulla toglie al senso profondo di tale fenomeno storico né all’apprezzamento dell’opera di tutti coloro che a vario titolo, anche con ideali e interessi del tutto leggibili nel quadro storico-culturale dell’età contemporanea, lottarono per un’Italia unita e libera dallo straniero (46). (…)

Tratto da “romanità e italianità”, Capitolo I di “DELL’ELMO DI SCIPIO. Risorgimento, storia d’Italia e memoria di Roma”, e-book di Sandro Consolato, acquistabile presso flower-ed (vedi www.flower-ed.it), prezzo € 14.00

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