L’INTERVENTO DI MANUEL NEGRI ALL’ASSEMBLEA DEL 26 GENNAIO

A seguire trovate qui il testo integrale dell’intervento di Manuel Negri all’assemblea generale di sabato 26 gennaio 2013.

L’intervento in tema economico/monetario del responsabile della linea politica della nostra associazione è come sempre ficcante e circostanziato: va al cuore del problema!

Invitiamo alla lettura del testo anche come stimolo critico per eventuali dibattiti e/o contrapposizioni.

Da sottolineare che in sede assembleare Manuel ha rilanciato la nostra proposta di BANCA LOCALE,  progetto già presentato come provocazione politica durante la campagna elettorale per le amministrative di Bovolone e che attualmente è in fase di elaborazione tecnica.

Buona lettura 

 

“Io accuso l’Europa di voler portare la mia nazione alla fame, io accuso l’Europa di voler dare potere alle banche sulla pelle dei popoli”.

 “Dare potere alle banche vuol dire fare suicidare il popolo. Noi preferiamo camminare da soli con le nostre gambe, forse falliremo, ma eviteremo un suicidio di massa”.

 Queste non sono affermazioni personali né considerazioni di qualche esponente di Progetto Nazionale ma, le prime una pesante accusa del Presidente greco Karolos Papoulias e le seconde le dolorose parole di Cristina de Kirchner, presidente dell’Argentina.

Due paesi che hanno attraversato prima dell’Italia le vessazioni imposte da rigorose politiche fiscali e monetarie volte a soddisfare le richieste sempre più esose del sistema bancario.

Due paesi che hanno conosciuto la fame per il proprio popolo e che oggi, solamente uno, l’Argentina, dopo politiche coraggiose, inizia a rialzarsi con la dignità di chi intende rimanere padrone a casa propria, riprendendo la propria sovranità ed il diritto di esistere in quanto popolo.

 Oggi, anche in Italia, soprattutto dopo oltre un anno di governo Monti, ci troviamo in una condizione in cui lo Stato ha ridotto oramai i cittadini non solamente a sudditi, ma a veri e propri schiavi fiscali, improntati a lavorare per versare oltre la metà del proprio reddito a queste sanguisughe, esattori per conto della Banca Centrale.

Un’Italia in cui le imprese vanno a rotoli e i governi si preoccupano di salvare le banche, dove oramai anche i bambini sanno che il gettito dell’Imu sulla prima casa, circa 4 miliardi di euro, è stato regalato alla banca Monte dei Paschi di Siena.

Questa è l’Italia in cui viviamo, commissariata da Monti, Befera e dalla Fornero, per conto di Bruxelles e di Francoforte.

Un paese fortemente indebitato; famiglie, imprese, pubbliche amministrazioni, Stato: tutti indebitati nei confronti del sistema bancario.

E il risanamento lo affidano ai banchieri!

Non vi pare che ci sia qualcosa che non funzioni?

Per l’intero sistema economico-produttivo è stato un anno tragico; per le aziende sono crollati i prestiti di oltre 40 miliardi, mentre le sofferenze sono aumentate di oltre 15 miliardi di euro, senza citare la crescita esponenziale dei fallimenti.

Le stesse imprese hanno dovuto pagare oltre 5,5 miliardi di euro in più di tasse, facendo balzare l’Italia al primo posto in Europa per il livello di pressione fiscale, con quasi 25 punti in più rispetto alla media dell’Unione Europea.

Le aziende chiudono e sempre più italiani sono in fila alla Caritas.

Con questi numeri come è possibile parlare di rilancio?

Nonostante la continua raccolta, nonostante il governo, divenuto esattore per conto del sistema bancario, continui nella sua opera di drenaggio di risorse da famiglie ed imprese, il debito pubblico ha raggiunto il suo massimo storico, rasentando oramai i 2.030 miliardi di euro.

La cura Salva Italia di Monti ha prodotto nel 2012, secondo stime ufficiali, oltre 610mila disoccupati.

Oggi dobbiamo aver paura ad aprire la sua Agenda 2013!

La disoccupazione non viene alimentata tanto dal fatto che manchi l’abilità o perché non si abbia voglia di lavorare, ma perché i soldi che sarebbero necessari ad impiegare i cittadini in cerca di lavoro vengono defluiti via verso i banchieri.

Dobbiamo riformare il mondo del lavoro, cancellando la vergogna del precariato a vita!

La crisi sta ormai dilagando con tale imponenza da minacciare non solo le libertà fondamentali, ma la stessa possibilità di sopravvivenza.

Durante il governo Monti vi sono stati oltre 200 suicidi, senza contare quelli non riportati dalla stampa: imprenditori in crisi, disoccupati, padri di famiglia.

Ma chi li ricorda?

I cittadini devono quotidianamente far fronte ad un fisco sempre più oppressivo, mentre sarebbe invece necessaria una radicale riforma fiscale dove la tassazione dei redditi deve avvenire al netto delle spese di gestione familiare e solo il reddito netto deve essere base imponibile.

Senza dimenticare l’operato vessatorio di un organismo come Equitalia, vero e proprio estorsore legalizzato, tanto che oggi la gente vive con ansia quando il postino suona alla porta recapitando la corrispondenza.

Basta con le cartelle assassine, regolate da procedure immonde che distruggono la vita di chi non può pagare, salvando invece chi non vuole pagare.

Sacrifici, lacrime e sangue, mentre si continuano a subire drastici tagli allo Stato sociale: ai servizi, alla scuola, alla sanità, alle pensioni.

Questo perché gli Stati, per accettare i famigerati ‘piani di salvataggio’ da parte di B.C.E. e M.E.S. , il cosiddetto Fondo salva Stati, sono costretti ad intraprendere le necessarie ‘riforme strutturali’ che prevedono appunto tagli, programmi di austerità e liberalizzazioni selvagge.

Il quadro è sempre più cupo:

–          disoccupazione in continua crescita

–          conflitti sociali

–          giovani senza futuro

–          case agli immigrati

–          tagli alla sanità

–          tagli alle pensioni

–          imprese in fallimento

–          crisi e suicidi

Con l’Italia nelle mani dei banchieri, quale politico saprà dare risposte concrete?

Il Presidente della Repubblica Napolitano augura agli immigrati di superare la crisi, come se gli italiani non esistessero; gli stessi immigrati che percepiscono la pensione sociale senza aver mai versato un contributo e che continuano a godere di ogni privilegio senza ottemperare ad alcun dovere; con sempre più esorbitanti costi sociali ed economici che gravano sui cittadini italiani.

Questo mentre la classe politica, a partire da Monti, Bersani e Berlusconi, oggi, solo perché in campagna elettorale, affermano l’esatto contrario di quanto hanno varato, sostenuto e votato fino a poco tempo fa tra gli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama.

Lo stesso Bersani che, subito dopo la vittoria alle primarie del PD si è preoccupato di affermare che “occorre essere consapevoli della cessione di sovranità” e soprattutto che “in caso di vittoria e di partecipazione ad un governo di maggioranza accetterà che il Ministero dell’Economia venga affidato ad un tecnico indicato dall’Europa”.

Lo stesso Berlusconi che auspica una salita di Mario Draghi al Quirinale.

Tanto per mettere le cose in chiaro e capire chi comanda!

Se hanno votato a favore del M.E.S. o del Fiscal Compact, se sostengono l’Europa di Francoforte e di Bruxelles, non sono credibili quando sostengono di stare dalla parte della gente.

L’euro e quest’Europa ci stanno uccidendo, stanno togliendo dignità ai popoli.

Occorre rimettere in discussione il Trattato di Maastricht: questo il punto fisso da cui partire.

Paesi più blasonati di noi l’hanno già fatto, altri hanno chiesto al popolo, attraverso un referendum, se accettare o meno questa Europa; altri ancora, ci stanno pensando.

Le drastiche cure somministrate da falsi medici alla Monti ci hanno oramai condotto all’asfissia monetaria e al suicidio da insolvenza, divenuto oramai una vera e propria piaga sociale.

“La moneta è il sangue del mercato. Ormai ci siamo abituati a vivere in un regime di anemia monetaria cronica”.

Senza un chiaro e realistico programma per il recupero delle risorse economiche, sciaguratamente cedute, dalla politica al sistema bancario, qualunque azione intrapresa da una qualunque formazione politica di qualunque colore, risulta vana, velleitaria ed ingannevole.

La politichetta politicante rimane un pettegolezzo nella vita dei popoli.

La lotta contro le banche e l’usura ne segna invece il destino.

Non ci stancheremo mai di ribadire che occorre un cambiamento radicale, una vera e propria inversione di tendenza; in cui inizi a distinguersi la valenza dell’economia reale e produttiva a discapito di quella finanziaria e speculativa.

Ma soprattutto necessita l’assoluto ritorno del controllo della politica sull’economia nel tempo in cui i politici si ostinano a tacere sui veri problemi dell’economia.

O cambiamo le regole del gioco o è inutile che facciamo chiacchiere; tutto il resto sono dettagli.

Le ricette sono realizzabili e concretizzabili solamente attraverso la volontà degli amministratori.

Questi possono e devono necessariamente preoccuparsi del rilancio dell’economia del territorio.

In un contesto in cui persiste la sudditanza della classe politica al sistema bancario e soprattutto innanzi alla scesa in campo dei banchieri in prima persona, in mancanza dell’adozione di misure necessarie a rilanciare l’economia da parte del governo centrale; occorre necessariamente ripartire dal territorio e organizzare strumenti per reperire nuove risorse.

A tal proposito, in questa sede, Progetto Nazionale, intende far partire ufficialmente il progetto di Banca Locale; che da domani vedrà un intero gruppo di studi lavorare alla concretizzazione di ciò che non deve solamente rappresentare una provocazione politica; bensì una ambiziosa alternativa a politici ed imprenditori incapaci di pensare e proporre vie d’uscita da una crisi sempre più virulenta.

Da qui parte la lotta per il recupero della sovranità monetaria; perché chi emette, controlla e regola la circolazione monetaria, non può essere un soggetto privato e solamente attraverso l’emissione diretta da parte dello Stato, come da centenaria pregressa esperienza dal 1874 al 1975, è possibile interrompere la perversa spirale del debito pubblico e rilanciare l’intero sistema economico-produttivo.

Ci auguriamo che la magistratura o il legislatore, usando sapientemente gli strumenti dello Stato di diritto, siano capaci di estinguere la sete di giustizia con la pacifica rivoluzione della carta bollata.

Potrebbe nascere altrimenti – come diceva il compianto prof. Auriti – l’incontenibile fenomeno del diritto alla rivoluzione…

Manuel Negri

 Responsabile linea politica Progetto Nazionale

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