ALAIN SORAL E LA “DISSIDENCE” FRANCESE

La Francia ha in sé, anticipandoli, molti paradigmi della crisi in cui versa l’Europa; allo stesso tempo, proprio dalla Francia giungono segnali di fermento politico, ma soprattutto culturale (che noi qui ci sogniamo…), che gravitano intorno al Front National e/o lo attraversano, come ha ben messo in evidenza il viaggio panoramico del giornalista Sebastiano Caputo “FRANCIAVANGUARDIA. Cronaca di una rivoluzione culturale”, uscito a fine 2014 per le Circolo Proudhon Edizioni (il testo è disponibile presso il nostro Circolo librario ARDENTE).

Sappiamo che nessuna rivoluzione “scoppia” improvvisa senza una precedente più o meno lunga, più o meno evidente e più o meno paradossale maturazione culturale. Al di là degli schemi, sempre più fittizi e sempre più obsoleti, destra-sinistra, e preferendo, il sottoscritto, la sintesi e la sinergia alle chiavi di lettura duali, ci piace qui ospitare, in una apposita sezione del nostro sito, questo interessante articolo su una delle figure chiamate in causa nel libro succitato a proposito di rivoluzione culturale, Alain Soral.

Una occasione per osservare, ragionare, cercare di capire, cogliere, contestualizzare, attualizzare, piuttosto che rimanere bloccati in fondo a vicoli ciechi.

Si ringrazia per la gentile concessione “Virtute e Canoscenza” e il sito Azione Tradizionale su cui è originariamente stato pubblicato l’articolo (http://www.azionetradizionale.com/2016/03/22/redazionale-alain-soral-e-la-dissidence-francese/).

Buona e stimolante lettura.

Baltikum

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ALAIN SORAL E LA “DISSIDENCE” FRANCESE

Oggi risulta interessante, se non necessario, porre lo sguardo sullo scenario politico francese.

In esso possiamo trovare spunti e risposte a domande non facilmente risolvibili, oppure soluzioni a quesiti che ancora non ci siamo posti. Ma procediamo per gradi.

La Francia dei nostri giorni presenta un vero e proprio fermento sia culturale che politico; da un lato ilFront National di Marine Le Pen sta raggiungendo consensi finora neppur immaginabili, vediamo agricoltori bretoni in rivolta contro il governo Hollande che scacciano i giornalisti della tv nazionale privata BFM additandoli come servi dei massoni[1], notiamo masse di “nuovi francesi” che si emancipano dall’antirazzismo istituzionale come SOS Racisme e LICRA (lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo), dall’altra parte invece troviamo il presidente della Republique, Francois Hollande, che si reca poco dopo la sua elezione, presso il tempio del Grande Oriente di Francia per fare un discorso ai fratelli per ringraziarli del sostegno e per rassicurarli che il suo operato sarà fedele ai valori della massoneria, e che trovandosi intervistato dai main streaming all’uscita della loggia afferma che: “chi aderisce ai valori della Republique, forzatamente passa per la massoneria…”[2], il tutto nella più totale serenità ed indifferenza.

A fronte di questi elementi dobbiamo però porre l’attenzione su un altro fenomeno che risulta ancor più interessante degli elementi succitati, già di per sé sbalorditivi. Uno sguardo che scavalca l’evidente, ciò che possiamo vedere senza sforzo, e che arriva dietro le quinte del teatrino politico-mediatico.

Ed è proprio qui che troviamo una vera e propria rivoluzione culturale in corso, fatta di comunisti che rivalutano il ruolo della chiesa nel medioevo, di ex socialisti che scoprono la massoneria come manipolatrice del Partito Socialista e di nazionalisti che trovano nell’immigrato mussulmano un’alleato contro l’internazionalismo apolide.

Questo fenomeno, posto dietro (ma non troppo) lo scenario politico francese, prende il nome di Dissidence, ed è capitanato, anche se non ne assume formalmente la guida, da Alain Soral e dal suo movimento “Egalité et Reconciliation”[3].

Per comprendere questo fenomeno che va sviluppandosi, andremo a scoprire proprio Alain Soral ed il suo “Comprendre l’Empire” (comprendere l’impero), testo che lo ha reso celebre tra i miserabili ed odiato tra i potenti.

Alain Soral, proviene da una famiglia savoiarda, che potremo inquadrare nella borghesia medio-alta, aderisce in gioventù al marxismo, divenendo militante comunista ed animando il “collettivo dei lavoratori nei media” durante gli anni ’80 ed entrando così in contatto con il mondo dello spettacolo, dell’informazione e con tutte le strategie comunicative che in esso troviamo.

La “Republique” francese era ed è per Soral un riferimento, in particolare la sua costruzione filosofica proveniente da Rousseau, costruzione che secondo Soral è stata tradita fin dal principio della rivoluzione del 1789.

Questa sua presa di coscienza, relativa alla devianza intrapresa dalle correnti rivoluzionarie, non è immediata, ma graduale, e prende forma quando Soral analizza le problematiche legate ai comunitarismi, che, di norma, la Republique nata dalla rivoluzione, avrebbe dovuto eliminare in nome dell’uguaglianza tra cittadini, mentre nei fatti si ritrovò a creare nuove divisioni in seno alla nazione.

Il primo passo verso la cristallizzazione del suo pensiero avviene verso la fine degli anni ottanta con la sua critica al femminismo, fenomeno che Soral inquadra come perfettamente funzionale al Capitale come strumento atto a dividere la classe operaia, i lavoratori, in individui separati in sotto-classi di uomini e donne, rendendo inefficace ed inattuabile la presa di coscienza di classe, necessaria per l’attuazione della lotta di classe finalizzata all’emancipazione dei lavoratori.

Da questo momento Soral rielabora ed attualizza il suo pensiero, pur non perdendo riferimenti quali Marx, Engels, e tutta quell’area intellettuale che potremo definire erroneamente “di sinistra”.

Riconosce nelle lobby un vero e proprio pericolo per la Republique e per i suoi citoyen, cosicché la sua analisi prosegue nella comprensione dei comunitarismi e delle lobby, senza vincoli di analisi politicamente corretti. Proprio questa mancanza di vincoli, causerà non pochi problemi nella vita quotidiana, sua e delle persone a lui prossime, scontrandosi con colossi del calibro della LICRA (primaLICA), il movimento femminista, SOS Racisme e il CRIF[4] (Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni ebraiche Francesi), scontro che porta infine Soral a definire il suo pensiero.

L’autore rifiuta gli schematismi imposti dal sistema (destra-sinistra, fascisti-antifascisti, ecc.) avvicinandosi prima, al Front National di Jean-Marie Le Pen, nemico del passato ed ora erede, secondo Soral, di quella sinistra nazionale impersonificata da Georges Marchais[5], poi divenendo parte integrante del partito, permettendo a quest’ultimo di rapportarsi con realtà che fino a quel giorno gli risultavano proibitive, come le Banlieu o le generazioni di giovani che definisce francais de branche (francesi di ramo), ovvero i cittadini francesi di origine non francese, per la maggior parte del nord Africa ed Africa nera.

Si distacca dal Front National per divergenze con Marine Le Pen e fonda un movimento, Egalitè et Reconciliation, basato sulla sintesi “destra dei valori, sinistra del lavoro”.

Ad oggi risulta tra gli intellettuali d’oltralpe tra i più interessanti, tra i più controcorrente e controversi, forse il più boicottato, che nonostante “l’embargo mediatico” risulta capace con il suo “Comprendre l’Empire” di passare le 100000 copie vendute.

“Comprendre l’Empire”

Comprendere l’Impero è un testo che porta all’attenzione del lettore tre analisi distinte nell’essenza, ma inseparabili nella forma del saggio.

– Analisi storica, in quanto l’opera segue una cronologia che parte dalla Rivoluzione francese ed arriva ai nostri giorni, con brevi parentesi su avvenimenti prerivoluzionari che permettono una migliore comprensione delle inferenze fatte dall’autore.

– Analisi sociale, dove l’autore descrive la struttura tradizionale della società come costruzione organica, basando le sue riflessioni e le sue esposizioni sugli studi di Georges Dumézil.

– Analisi politica, che porta l’autore a trarre conclusioni di estrema attualità, che avvicina il lettore, indipendentemente dalla sua formazione politica, ai concetti di Patria e di Nazione, visti come ultime roccaforti per una resistenza al Grande Capitale apolide, alla globalizzazzione ed al mondialismo.

Una vera e propria riscoperta, fatta dall’autore, di una Patria vista da una prospettiva di matrice marxista che abbandona la via all’internazionalismo per dar vita ad una nuova coscienza di classe fondata sul concetto di nazione, ed attualizzando così l’idea di lotta di classe, non più vista come rapporto di forza tra padroni ed operai in un contesto manifatturiero dal sapore novecentesco, non più ridotta ad una lotta racchiusa nello scontro individualista per i diritti civili, o sedicenti tali, dove il rapporto di forza viene portato ad affermarsi tra morale dell’individuo e società morale, riducendo conseguentemente in dimensione e valore lo scontro stesso, ma un’idea di lotta reale, dove la classe operaia, il proletariato, i lavoratori, non sono più solo gli operai delle fabbriche e delle manifatture, ma sono le comunità nazionali, fatte di lavoratori intesi come creatori, dove l’operaio ed il bottegaio non sono più contrapposti su due fronti differenti, bensì uniti nello stesso fronte ed opposti alla nuova classe padronale, il sistema bancario che Soral chiama semplicemente La Banque (la Banca).

Nella forma il testo risulta efficace, è diviso in sette capitoli, seguiti dalla conclusione dell’autore, che seguono una retta temporale che inizia dalla rivoluzione francese ed arriva ai nostri giorni.

Questi sette capitoli sono divisi a loro volta in brevi paragrafi che rendono fluida e piacevole la comprensione dell’opera dove temi che risultano difficilmente assimilabili, come la creazione di moneta e la potenzialità geopolitica di questa, vengono facilmente recepiti.

L’autore non utilizza note e non si sofferma in svisceramenti di particolari, così facendo non crea feticci sui quali focalizzarsi eccessivamente, ma offre una visione d’insieme ottimale, che potremo definire di ampio respiro.

Il lettore che avrà per le mani Comprendre l’Empire“ risulta rapito dal valore dei contenuti e, a tratti, dalla poesia con la quale l’autore si esprime.

Una lettura consigliata a chiunque si interessi di storia, politica, società, religione, e dalla relazione tra queste tematiche.

Un libro indirizzato a tutti coloro che resistono e anche a coloro che si rassegnano.

Comunità militante “Virtute e Canoscenza”

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Note:

[1]https://www.youtube.com/watch?v=RL4RzPrOQSM

[2]https://www.youtube.com/watch?v=6Bm0JKsiE_E

[3]http://www.egaliteetreconciliation.fr/

[4]http://www.crif.org/fr?language=en

[5]Interssante discorso sull’immigrazione dell’allora deputato comunista: https://www.youtube.com/watch?v=LG2BA9SxClM

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Alain Soral e il suo “Comprendre l’Empire”

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