SECONDO GLI “ILLUMINATI” LA CITTADINANZA ONORARIA ELIMINEREBBE LE DIVERSITÀ

Verona, martedì 15 aprile 2014

Oggi su L’Arena, a pagina 26, un articolo («Cittadinanza onoraria ai minori stranieri») che “celebra” l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio comunale di Sona, del titolo di cittadini onorari per i figli minori degli immigrati (che nel Comune del villafranchese sono 252).

Nessuna ricaduta sui diritti, ma un segnale di valore simbolico e culturale (come già avevamo scritto in merito).

Qualche slogan generico, mieloso e banale («Tutti uguali davanti alla vita, tutti uguali di fronte alla legge»…«Io come Tu»…«diritto alla non discriminazione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera che vivono, crescono e studiano in Italia»), e soprattutto molto strumentale, per mascherare una grossa mistificazione, quella secondo cui la concessione automatica della cittadinanza a chi nasce sul suolo italiano garantirebbe diritti altrimenti negati: FALSO!

Ci dicano il sindaco Gianluigi Mazzi e l’assessore Ornella Dal Forno, ad eccezione del diritto di votare alle amministrative, quali diritti “negati” garantirebbe lo IUS SOLI?

Perché, inutile negarcelo, è lì che si punta! La rivoluzione delle cittadinanze. È lì il valore simbolico e culturale dell’iniziativa!

Perché gli immigrati DEVONO diventare italiani?

L’assistenza sociale, l’assistenza medica, lo studio, l’accoglienza, il permesso di lavoro, prescindono dalla nazionalità: quali sarebbero i diritti negati?

Cosa si cela dietro questo misto di confusione, di disinformazione, di malafede?

Queste le domande che poniamo all’amministrazione di Sona e più in generale a tutti i forzati della cittadinanza.

L’approvazione all’unanimità dell’iniziativa, con cui i promotori ne incensano la validità, secondo noi, al contrario, testimonia solamente il diffuso e totale appiattimento di taluni amministratori verso politiche di indirizzo dettate da organismi internazionalisti e cosmopoliti (l’Unicef in questo caso) che, proprio per la loro stessa natura, della nazionalità e dell’identità delle genti e dei popoli, di tutte le genti e di tutti i popoli, sono irriducibili avversari.

Se per il Consiglio comunale di Sona l’integrazione è una sequenza di formalità burocratiche, di dati razionali, allora stiamo freschi! Con buona pace di ragazzini ancora inconsapevoli ed arruolati a forza…

Il futuro del nostro territorio e della nostra gente non è e non può essere diritto esclusivo della pressa omologatrice che noi chiamiamo Mondialismo.

E sia chiaro, noi non accettiamo alcuna forzatura concettuale secondo cui, chi si dichiara contrario allo ius soli, vuole discriminare dei ragazzini stranieri: la discriminazione, strisciante, sottaciuta, vigliacca, per noi, sta proprio nella inconfessata superiorità morale di chi ritiene che un ragazzino della Romania, della Moldavia, del Marocco, per essere accettato in un più alto consesso civile dovrebbe rinunciare alla propria nazionalità per abbracciarne un’altra, quella italiana nello specifico!

Luca Zampini

Coordinatore provinciale

Progetto Nazionale – Verona

Cittadinanza onoraria ai minori stranieri_articolo_L'Arena_15-04-2014

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