IL PROBLEMA PER IL FUTURO DELL’ITALIA È BERLUSCONI?

Lettera Aperta

Verona, 26 giugno 2013

Quello che impressiona della recente condanna di Silvio Berlusconi è sostanzialmente il fatto che l’argomento entra nelle discussioni pubbliche e private di tutti gli italiani, ma soprattutto sembra funzionare da cortina fumogena per nascondere l’insipienza d’un governo utile solo a prolungare la demolizione di ciò che resta dell’Italia come popolo e nazione (con l’unica parentesi recente di discontinuità, più o meno consapevole, rappresentata proprio da Berlusconi, o meglio, da alcune sue scelte soprattutto in campo estero).

Naturalmente, vista la delicatezza e la portata della delega azzeratrice per smantellare l’Italia, per riportarci nuovamente al ruolo di “espressione geografica”, di splendido luogo di villeggiatura e di buona cucina, l’operazione viene portata avanti grazie a “larghe intese”, e col solito collante dell’antifascismo buono per tutte le stagioni (anche a destra dove per opportunismo e inadeguatezza non si è saputo sostenere il peso dell’eredità storica). Un nuovo compromesso storico in cui il ruolo del Pd è cardinale…

In tale contesto, di fronte alla delusione emorragica dei Berluscones (che vanno a votare contro un centro-sinistra che poi si trovano sostanzialmente a dover sostenere ancora per “senso di responsabilità”) e al crollo della Lega, ha assunto un ruolo significativo ed influente sia il movimento di Grillo per la sua funzione “allucinante” (si è creduto di vedere l’oasi, laddove non vi è né acqua né vegetazione), sia la sinistra neotrotzkista (sempre sensibile agli interessi finanziari e cosmopoliti) per l’attivismo utopico e disgregatore nel campo dei cosiddetti “diritti”.

Ma mentre a tutti i livelli, da quello governativo a quello a quello dell’uomo qualunque, ci si divide tra pro e contro Berlusconi, i problemi reali, concreti e devastanti, restano, e non sono la passione di un uomo per le belle donne (che gli è costata una condanna che di sovente non comminano nemmeno ai pedofili e agli omicidi), ma gli effetti negativi dell’euro, lo smantellamento degli asset strategici e produttivi, il ruolo di subordinazione pressoché totale dell’Italia ai dettami europei ed atlantici, il problema immigratorio, l’indebolimento del tessuto identitario e culturale, il lavoro, la disoccupazione, l’immiserimento del ceto medio, la predazione dei risparmi degli italiani, lo smantellamento dello stato sociale…

Del problema del potere debordante di certa magistratura e del suo utilizzo a fini politici, invece, non serviva la vicenda Berlusconi a confermarcelo.

È sui problemi e sui pericoli reali che bisogna centrare l’azione politica, a tutti i livelli.

Luca Zampini

Progetto Nazionale – Verona

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