MADE IN ITALY, OGM, APERTURA INDISCRIMINATA DELLE FRONTIERE COMMERCIALI: SE N’È PARLATO A ZEVIO

Invitato da amici di Azione Rurale Veneto, lo scorso venerdì sera (10 ottobre scorso) mi sono recato al dibattito da loro organizzato, patrocinato dal Comune di Zevio nell’ambito dell’annuale Festa della mela.

Tre le tematiche scottanti messe sul tappeto da Azione Rurale davanti ad una foltissima platea  e sulle quali si sarebbero dovuti esprimere politici (locali, provinciali e regionali) e rappresentanti di organizzazioni di categoria:

– Salvaguardia del “vero” Made in Italy.

– Apertura indiscriminata delle frontiere: a chi giova?

– Etichettatura obbligatoria sugli Ogm.

Molto eloquente la documentazione presentata da Azione Rurale Veneto, che aiuta a capire la realtà al di là delle mistificazioni, dei paradossi e delle dichiarazioni di facciata.

Drammatiche le testimonianze degli stessi esponenti di Azione Rurale, Giorgio Bissoli e Vanni Stoppato in primis, ma anche di altri movimenti affini come quello dei Forconi, rappresentato al tavolo dei relatori dal leader storico Mariano Ferro, e poi parole di dolore, di denuncia e di rabbia dalla Puglia, dall’Emilia, oltre che ovviamente dalla provincia veronese.

L’agricoltura oggi non sembra aver futuro, in molti comparti non c’è nemmeno più l’interesse a raccogliere frutta e verdura, si fatica una stagione per poi vedersi umiliati dall’offerta della grande distribuzione. Lavoratori della terra, forti, tenaci, coraggiosi, speranzosi, messi in ginocchio dalle “leggi di mercato” che secondi i soloni e gli utopisti dovrebbe autoregolarsi. Esiste ancora in concreto un “mercato”, c’è ancora una domanda e una offerta quando a dettar legge è la grande distribuzione?

Andate a chiedere a quelli di Azione Rurale e ai tanti agricoltori disperati! Vi spiegheranno loro della concorrenza sleale, delle regole che valgono solo per l’Italia ma non per gli altri concorrenti, o delle regole che servirebbero ma che nessuno ha il coraggio o la volontà di proporre ed applicare, oppure delle truffe sulle quote latte e del problema delle aflatossine, o del paradosso che la maggior parte degli italiani non vogliono gli Ogm e li guardano con diffidenza ma gli Ogm arrivano in gran quantità sulle nostre tavole (i nostri agricoltori non li possono utilizzare, ma mucche da latte, bovini da macello, maiali e altri animali d’allevamento vengono regolarmente nutriti con alimenti geneticamente modificati), e poi ancora del tanto decantato “Made in Italy” in etichetta dove per fregiarsi di tale indicazione conta solo il luogo di lavorazione finale!

Tutti i politici presenti, dalla Lega a Forza Italia, dal Pd ai centristi di Futuro Popolare, hanno sostanzialmente condiviso le tesi degli organizzatori della serata, ma resta forte il sospetto, che al di là della passerella politica, siano davvero pochi quelli autenticamente toccati dal problema, e tra questi ancor meno quelli disposti a forzature nei confronti dei dogmi di mercato che la politica nel suo quasi totale complesso ha abbracciato acriticamente.

I dazi doganali ci sono sempre stati e ci sono tutt’oggi! La loro applicazione è uno strumento di cui ci si può avvalere o meno: altri lo fanno, perché noi no quando se ne ravvisano gli estremi in termini di sopravvivenza?

Se tanto ci gonfia il petto (e alcuni portafogli) l’indicazione Made in Italy, perché non tutelare in ambito alimentare quello autentico, cioè quello che nasce, cresce e viene lavorato in Italia?

Se quella degli Ogm è una questione controversa e paradossale, perché non riportare in etichettatura obbligatoria la presenza accidentale o volontaria di organismi transgenici non penalizzando oltremodo i nostri agricoltori?

Le istanze e le proposte di Azione Rurale, così come quelle dei Forconi e di tutti i lavoratori della terra che lottano per la sopravvivenza loro e di un settore primario non possono che trovare il nostro aperto sostegno.

Luca Zampini

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