RIDURRE LA QUESTIONE IMMIGRAZIONE AD UN INSULTO: CUI PRODEST?

Calderoli durante un comizio apostrofa la Kyenge paragonandola ad un «orango».

È giusto portare il dibattito sull’immigrazione e le relative contrapposizioni ad una “dialettica” da bar dello sport? A chi giova?

Uscite del genere, più che prese di posizione “dure e pure”, sembrano assist inaspettati e quanto mai graditi ai sostenitori dello ius soli, della depenalizzazione del reato di clandestinità, del razzismo anti-italiano: ecco, se questo è l’argomentare dei contestatori dell’immigrazione…

Certo, da Calderoli ce lo possiamo anche aspettare, d’altronde quando c’è un dibattito di fondamentale importanza per l’identità, lui sa muoversi come un elefante in una cristalleria, o meglio, riesce a calzare a pennello l’immagine deformata che gli apparati dell’informazione si prodigano di tratteggiare per chi si oppone al mondialismo: una caricatura che non lascia spazio a posizioni alternative.

Una frustrante “arma di distrazione di massa”. Ora la polemica sarà tutta allineata sulla direttrice Calderoli/Kyenge/Letta/Maroni/Napolitano etc., la crisi, lo ius soli, il flusso ininterrotto di clandestini saranno temi temporaneamente esclusi dal dibattito.

E intanto il nemico avanza, come un rullo compressore…

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CALDEROLI SBAGLIA, COME LA KYENGE

Verona, martedì 16 luglio 2013

Comunicato

 Leggo a pagina 9 de L’Arena (edizione del 16/07/2013) l’articolo «Razzismo, Tosi censura Calderoli e Stival», nel quale si pone l’accento sulla “condanna” delle recenti dichiarazioni del vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli (che ha paragonato il Ministro dell’Integrazione sig.ra Kyenge ad un «orango»), da parte del sindaco, ma in questo caso soprattutto segretario veneto della Lega Nord, Flavio Tosi.

La presa di distanze di Flavio Tosi mi trova politicamente e civicamente d’accordo, e questo sostanzialmente per due ragioni: in primo luogo perché, esprimendosi in tal modo, Calderoli incarna alla perfezione il cliché del “razzista” becero ed ignorante (che tra l’altro lancia il sasso e poi nasconde la mano ritrattando, come ha fatto anche l’Assessore regionale alla protezione Civile Daniele Stival) tanto cara alla vulgata immigrazionista e pro ius soli del centro-sinistra, virtualmente “democratica” ma in realtà altrettanto volgare ed intollerante da non farsi alcun problema nel paragonare gli avversari politici ad animali delle specie più varie (gli epiteti rivolti nel tempo proprio ad alcuni dei vertici leghisti e a Silvio Berlusconi ne rappresentano un vasto campionario); in secondo luogo perché così facendo si sposta l’attenzione su di una polemica dozzinale e “scandalistica” anziché sul portato devastante dell’immigrazione e sulle sue ricadute negative.

Per chi non è mosso da sentimenti internazionalisti o da etnomasochismo, ma è invece animato da un genuino amor di patria – sia esso declinato in chiave regionalistica e delle piccole patrie come i leghisti, o in chiave nazionale e di più grande patria europea, come il sottoscritto – ci sono mille e una ragione per contestare l’operato e le dichiarazioni della sig.ra Kyenge, operato e dichiarazioni d’intenti dementi (o criminali?) che volendo estremizzare i concetti potrebbero essere inquadrati nel reato di genocidio: infatti secondo la “Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio” (11 dicembre 1948) è considerato tra gli atti che rientrano in questa categoria anche quello di «influenzare deliberatamente le condizioni di vita del gruppo con lo scopo di portare alla sua distruzione fisica totale o parziale». Ma senza voler esasperare a tal punto il dibattito, mi limito a rilevare l’anomalia, credo inaccettabile persino per quelle popolazioni considerate più involute, di un ministro della Repubblica che apertamente si dichiara italiana solo per metà, dopo aver giurato sulla Costituzione italiana, o sempre dello stesso Ministro che, nonostante il suo ruolo istituzionale, si esprime pubblicamente in favore dei clandestini, che in quanto tali, commettono reato. Inezie…

Ma come dicevo inizialmente, tutte le esternazioni della Kyenge sono contestabili politicamente e confutabili dati alla mano, insultandola si fa il gioco dell’avversario…e non credo che Calderoli possa ignorare tutto ciò.

Cui prodest?

Luca Zampini

Progetto Nazionale – Verona

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