TRIESTE, NOVEMBRE ’53: I MARTIRI DELL’IDENTITÀ ITALIANA

Il 5 e 6 novembre ricorre l’anniversario della morte di sei cittadini di Trieste che nel 1953 caddero sotto il piombo straniero, mentre manifestavano per il ricongiungimento di Trieste alla madrepatria italiana.

Nell’arco delle prime giornate del novembre 1953, infatti, Trieste visse giornate drammatiche – epilogo d’un periodo altrettanto drammatico – divenendo teatro di imponenti manifestazioni per il ritorno all’Italia dell’allora T.L.T. (Territorio Libero di Trieste).

Sir Thomas Winterton, governatore della città, impose provocatoriamente al sindaco Gianni Bartoli di rimuovere il Tricolore issato sul municipio triestino. Il sindaco Bartoli oppose il proprio rifiuto. Era il 4 novembre e da quel momento cortei spontanei di studenti e cittadini presero vita in varie zone della città: ne scaturirono tumulti e scontri con la polizia che aprì il fuoco sui manifestanti provocando morti e feriti. La ferocia degli agenti non si fermò nemmeno davanti alla sacralità del Tempio di Sant’Antonio Taumaturgo: inseguimenti, feriti e sangue anche all’interno del luogo di culto (la chiesa venne prima chiusa e poi riconsacrata il pomeriggio stesso dalle autorità ecclesiastiche).

In seguito ai moti di protesta contro l’occupazione alleata di Trieste, perirono Piero Addobbati e Antonio Zavadil il 5 novembre, Erminio Bassa, Saverio Montano, Francesco Paglia e Leonardo Manzi il 6 novembre, oltre cento furono i feriti.

Le vittime erano sei italiani di diversa età anagrafica (compresa tra i 15 e i 65 anni), di differente estrazione sociale e culturale (studenti, universitari, impiegati, operai), tutti accumunati però nella convinzione dell’identità italiana di Trieste e tutti, tra l’altro, soci della Lega Nazionale, un sodalizio che fin dal 1891 si batteva per l’affermazione dell’italianità di Trieste e della Venezia Giulia.

L’incendio divampò interessando varie città d’Italia, con scioperi e cortei studenteschi.

A distanza di poco meno di un anno, tra il 25 e il 26 ottobre 1954 entrarono a Trieste le truppe italiane e se ne andarono quelle angloamericane del Governo Militare Alleato, segnando così il ritorno definitivo della città giuliana all’Italia.

Solo nel 2004 l’Italia, con Ciampi presidente della Repubblica, ha riconosciuto il sacrificio dei cittadini triestini con la medaglia d’oro alla memoria.

Si tratta di un momento storico, quello sopra sinteticamente delineato, oggi poco conosciuto ma importantissimo e di alto valore simbolico per l’Italia e per gli Italiani.

ADDOBBATI, ZAVADIL, MANZI, PAGLIA, BASSA, MONTANO: sei italiani che qualcuno ha definito gli ultimi Martiri del Risorgimento.

Martiri di Trieste ’53: PRESENTI!

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