UTERO IN AFFITTO PRATICA CRIMINALE

Comunicato

“UTERO IN AFFITTO PRATICA CRIMINALE”

Verona, 23 marzo 2023

Prende sempre più piede anche a livello locale il dibattito sui figli di coppie gay.

Il tema, nello specifico locale, apparentemente ruota intorno alla «trascrivibilità in Italia dell’atto di nascita, formato in un Paese estero, di un bambino nato con la pratica della gestazione per altri, da coppie omoaffettive di cittadini italiani» (bloccata dalla Corte di Cassazione), in realtà trasferimenti di residenza come testimoniato dal Prefetto Donato Cafagna.

Spacciata come una emergenza (Numeri? Casistica? Impatto sociale?), in realtà è la sinistra che detta mediaticamente l’agenda politica per incalzare l’attuale governo di “destra-centro”, che invece fatica ad imporne una propria di agenda politica, che in parte sembra mancare, alla luce di certo evidente vacillare in alcune sue componenti politiche.

Non vi sono diritti fondamentali negati ad alcuno.

L’utero in affitto o maternità surrogata è pratica vietata in Italia (ma non solo), e fuorilegge deve rimanere. Chi aggira questa legge rivolgendosi all’estero per tale pratica deve assumersi le proprie responsabilità.

Su questa linea Progetto Nazionale Verona condivide la posizione di FdI che si prefigge di rendere penalmente perseguibile anche fuori dai confini nazionali questo tipo di pratica, offensiva ed umiliante per la donna – disastro spacciato per progresso ineluttabile – ma paradossalmente sostenuta dalle frange più fanatiche del femminismo militante.

Siamo favorevoli al confronto civile e sereno, ma rigettiamo ricatti, ipocrisie e cavalli di troia poggianti su sensazionalismo, emotività, sentimentalismo, empatia, che col giusto ed equo legiferare non hanno a che spartire.

Il problema ci pare comunque più ampio, ed investe scienza e tecnica, ambiti estremamente complessi e ricchi di sempre nuove potenzialità da esplorare, ma se a monte non vi è una etica superiore che le indirizzi, gli esperimenti di ingegneria sociale e i drammi che ne conseguono, saranno sempre forieri di caos.

Ci permettiamo qui di citare – perché riteniamo meriti d’essere citato per il buon senso che lo anima – un recentissimo post su facebook dell’artista Simone Cristicchi:

Jelena è nata e vive in un piccolo paese del Kosovo. Jelena è una roda, una cicogna. Nessuno deve sapere quale sia il suo lavoro; è un segreto, soprattutto per amici, parenti e villaggio. Ha prestato il suo utero a chi non poteva avere figli, anzi, in un mondo dove le parole rivestono estrema importanza, ha venduto, noleggiato, affittato il proprio utero, perché nel mondo ricco, eterosessuale ed omosessuale, il figlio è un diritto, che se non si ottiene per grazia, fortuna e natura, si compra con il danaro. Il costo di un bambino fatto e finito, esente da difetti, con ragionevole garanzia, varia da 35.000 a 50.000 euro; la quota che percepisce la cicogna, la donna, che ha subito l’impianto, che lo ha portato in grembo per nove mesi e che lo ha partorito, solitamente è di 5.000 euro. Spesso le “rode” vengono convinte a vendersi, spinte anche una povertà estrema che apparentemente non lascia scelta. I negozi dove commissionare il prodotto sono sparsi ovunque, alla portata delle diverse esigenze e possibilità:

Biotexcom, Kiev, Ucraina

Mediterranean Fertility Institute, Creta, Grecia

Feskov, Praga, Repubblica Ceca

Interfertility, Madrid, Spagna

Human resources, Charkiv, Ucraina

Gestife, Barcelona, Spagna

Growing generations, Londra, Regno Unito, con filiali negli Stati Uniti e in Canada, loro però sono cari; per il tuo bambino su misura, puoi arrivare a spendere sino a 3 volte di più, 150.000 euro.

Vorrei vivere in un mondo dove la maternità surrogata venga abolita, e dove invece tanti bambini orfani e privi di futuro possano essere adottati, e cresciuti con Amore da coppie che non possono avere figli.

Spero che questo post non fomenti inutili polemiche, ma sia uno spunto di riflessione per gente di buon senso, per chi non si adegua al pensiero unico, e vuole approfondire cosa ci sia dietro tanti slogan vuoti”.

Progetto Nazionale Verona

(Coordinamento provinciale)

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