ANCHE LA SICUREZZA È COME IL TIMONE?

Nel corso degli ultimi anni, indipendentemente dal governo in carica, abbiamo più volte registrato le proteste da parte di varie organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, che unanimemente denunciavano la mancanza di risorse in uomini e mezzi a causa dei continui tagli.

Queste lamentele, oggi, stridono a fronte di notizie come quelle del ragazzo diciannovenne veronese denunciato per commenti “minacciosi” via web relativi alla prossima visita del Ministro dell’integrazione Cécile Kyenge a Verona; vicenda analoga ha interessato sempre in questi giorni un sessantunenne veneziano.

Pare che – ci si conceda la liceità del dubbio – davanti alla stupidità, all’irresponsabilità, all’immaturità di alcuni le risorse materiali e umane non difettino.

Lo stesso discorso si potrebbe fare quando ad essere interessate all’attenzione delle forze di polizia sono particolari categorie come alcune frange delle tifoserie calcistiche o della politica.

A questo punto sorge il dubbio che più che d’una questione di uomini e mezzi sia una questione di indirizzo e di priorità.

Se si trattasse effettivamente di indicazioni dei vertici, date in tal direzione piuttosto che in tal altra, significherebbe che i problemi reali, concreti, quotidiani, pressanti dei cittadini vengono snobbati per lasciar spazio ad altre priorità.

Quando un cittadino esasperato dalle angherie di qualche sbandato chiama le forze dell’ordine e si sente rispondere con frasi del tipo “siamo già usciti ieri per la stessa storia”, “provi a chiamare di qua..provi a chiamare di là…”, “tanto se anche interveniamo domani è già fuori…”, etc., e poi scopri che per uno sbarbatello di diciannove anni che parla di bombe a mano su internet c’è prontezza d’intervento, quindi monitoraggio, mezzi, uomini, etc., allora qualcosa non quadra.

La memoria corre alle recenti esperienze governative di Silvio Berlusconi: avete notizia di cittadini preventivamente inquisiti, denunciati, arrestati per le minacce rivolte all’allora premier?

Che sia anche questa una questione di discriminazione, care sig.re  Boldrini e Kyenge?

 Luca Zampini

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