C’È CANNABIS E CANNABIS, C’È MODELLO DI SOCIETÀ E MODELLO DI SOCIETÀ

Bene ha fatto il consigliere comunale Massimo Piubello, Capogruppo della lista civica del sindaco Flavio Tosi (dirigente provinciale di Progetto Nazionale), a rispondere su facebook a titolo personale all’iniziativa in favore della legalizzazione della cannabis del suo collega radicale-liberal Giorgio Pasetto.

Piubello ha giustamente sottolineato che l’Italia ha bisogno di affrontare ben altre priorità rispetto alla proposta “canapista” e anti-proibizionista del Pasetto.

Pasetto, com’è tipico di chi perora questo tipo di battaglie, ha tirato in ballo l’uso terapeutico della cannabis, ben guardandosi però dallo specificare che si tratta di cosa diversa dalla cannabis-droga; nel primo caso parliamo di varietà botaniche nelle quali sono presenti cannabinoidi come il cannabidiolo e il cannabinolo che hanno specifiche proprietà che rappresentano un’opzione importante per una serie di malati, quindi utili su alcuni tipi di dolore, di epilessia, di vomito e di spasticità muscolare; nel secondo caso parliamo di varietà botaniche con forte presenza di un altro cannabinoide, il Thc, ovvero tetraidrocannabinolo, responsabile (anche) di effetti euforizzanti o allucinogeni; un principio attivo che si trova tanto nelle «canne» quanto nella foglia di marijuana, nell’hashish e, in pratica, in tutti i loro derivati.

I “canapisti” sono interessati ad una qualità di cannabis completamente opposta a quella per uso terapeutico, che usano come cavallo di troia mirando alla legalizzazione della “loro” droga preferita.

Il consigliere Giorgio Pasetto non può ignorare che la diffusione e lo studio dei farmaci cannabinoidi non ha nessun nesso obbligato con la legalizzazione della cannabis-droga; infatti i consumatori richiedono caratteristiche della cannabis diverse, addirittura opposte, rispetto a quelle dei malati: la via sanitaria e quella dello sballo divergono.

Il consigliere Pasetto sicuramente saprà che l’assunzione migliore a scopo terapeutico è quella con un rilascio lento e a lunga durata – ad esempio per via orale – come per i farmaci in pillole a base di Thc (già disponibili a livello industriale); l’assunzione della cannabis-droga avviene invece per via inalatoria, per ottenere un effetto rapido.

La sua iniziativa diviene strumentale quindi – volutamente o meno – alla diffusione della cultura della droga, e la diffusione della droga mira alla distruzione delle coscienze e delle dignità delle persone.

Anziché promuovere la legalizzazione della droga, un politico dovrebbe interrogarsi sul perché l’introduzione massiva dell’uso delle droghe tra le giovani generazioni in Europa avviene a partire dalla seconda metà del dopoguerra su importazione americana; dovrebbe interrogarsi sul perché una società presuntamente e autoreferenzialmente “democratica” e liberale induca nei giovani e nei giovanissimi il consumo delle droghe, le più svariate e le più devastanti; dovrebbe interrogarsi sul perché l’economia mondiale si fonda principalmente su voci criminali (quali il traffico d’armi, narcotici, schiavi, e la gestione delle fonti energetiche), e su come mai queste rappresentino i pilastri del paradiso liberal-capitalista…ma queste sono domande che mettono in discussione un modello di società fallimentare se si considera il soffio mortifero che spira sull’Uomo e sui Popoli, indiscutibilmente vincente, invece, se lo si considera dal punto di vista della governance mondialista di cui siamo sudditi.

Noi di Progetto Nazionale siamo dalla parte dell’Uomo e dei Popoli, contro tutti i Soros della terra.

Il sig. Pasetto e i radicali?

Luca Zampini

Coord. Prov.

Progetto Nazionale – Verona

GIORGIO PASETTO_legalizzazione cannabis_L'Arena_27-05-2016

  MASSIMO PIUBELLO_no legalizzazione cannabis

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