ONORE AGLI EROI DI ALBA DORATA

La notizia è apparsa di sfuggita qua e là sui media nazionali, poche parole, “tiepide”, ma nutrite sempre dello stesso humus “culturale” che ha appestato l’Italia dal dopoguerra ad oggi, una “cultura” latente della vigliaccheria sempre pronta a riemergere dalle latrine d’una in-civiltà puntualmente disposta a rinnegare la “democrazia” di cui si ammanta, a calpestare il Diritto, che è altra cosa rispetto all’ideologia mondialista dei diritti, e a gettare la maschera per mostrare il suo vero volto intollerante e il suo “razzismo” politico.

Due giovanissimi militanti del partito greco d’opposizione, Alba Dorata, assassinati da un commando armato davanti ad una delle sedi ateniesi del movimento, un terzo ferito gravemente. Le modalità sono quelle di una autentica esecuzione terroristica in stile anni ’70.

E proprio alla storia degli anni ’70 è andata la mia memoria, ricordandomi quando un caro amico e camerata greco, più d’una decina d’anni fa – e Alba Dorata non era ancora ascesa alla ribalta delle cronache internazionali – mi diceva: «Qui da noi, stiamo vivendo oggi quelli che da voi furono gli Anni Settanta», raccontandomi come i proscritti greci dovevano giocarsi quotidianamente l’esistenza, tra attentati, scontri, calunnie e repressione.

Anche qui in Italia non sono mai cessati i segnali della tentazione vigliacca e assassina a cui bisogna saper opporre lucidità, serenità e fermezza.

Rubiamo quindi lo scritto che segue di Gabriele Adinolfi, il quale meglio di ogni altro delinea e sintetizza quell’orrido humus “culturale” di cui sopra.

Onore agli Eroi, sì, proprio Eroi, perché sono morti, sono morti giovani, sono per un’Idea di Patria, e chi muore per un ideale merita rispetto, sempre!

Luca Zampini

ONORE AGLI EROI DI ALBA DORATA

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VOI VIGLIACCHI

(scritto da Gabriele Adinolfi; sabato 02 Novembre 2013)

Uccidere torna a non essere reato

Negli ultimi anni ci sono venuti a dire che erano pentiti. Che altro è avere una passione ideologica altro è assassinare il nemico. Ci hanno anche spiegato che la colpa era di un fanatismo ideologico che additava il nemico come un essere distorto, depravato, come una mela marcia che minacciava il cesto delle mele buone. Non era reato ucciderlo perché era un altro-da-me, un non-ammesso-al-consesso-degli-uomini. Avevano sparato addosso a ragazzi inermi, ci spiegavano, avevano bruciato vivi giovani e bambini, ci argomentavano, perché erano obnubilati da una mentalità patologica. Si scusavano, a volte sinceri o più spesso dicevano, bontà loro, che avevano esagerato e che mai più, mai più anni di piombo! Sono bastati pochi mesi d’impunità e di poteri speciali nelle mani di chi si crede unto dal signore, di chi si ritiene superiore, di chi si sente depositario di verità rivelate, di chi si erge a secondino delle regole di vita e di progresso, perché si ripartisse come prima. Con la Boldrini come pasionaria della repressione sono ripartite le liste di proscrizione, la damnatio degli altro-da-me, dei non-ammessi-al-consesso-degli-uomini. Ai proscritti, a quelli cui viene riconosciuta una dignità minore, sempre che gliene si riconosca una, si è aperta la caccia; sono stati linciati sui media e ci si appresta a farlo nei tribunali. Tanti i nomi con cui li hanno bollati: omofobi, xenofobi, sessisti, ultras, fumatori, maschi. Ed ecco che non appena in Grecia un commando terrorista ha sparato nel mucchio di Alba Dorata uccidendo due ventenni, forse tre, con il solito inconfondibile, vigliacco, metodo gappista, la reazione è tornata ad essere esattamente quella degli anni settanta. Uccidere così forse non era il caso. Ma chissà che non si tratti di altro, di criminalità, di faida interna (sembra il Messaggero al tempo del rogo di Primavalle). E se proprio non si può negare che gli assassini sono stati i gappisti, gli assassinati in fondo in fondo se la sono cercata. Non sono forse degli altro-da-me, dei non-ammessi-al-consesso-degli-uomini? Non si dovrebbe, forse, impedire che esprimano delle idee che non coincidono con gli unti dal signore?

Non è cambiato nulla, le lacrime di coccodrillo sono state passeggere. Si torna a uccidere e a giustificare l’assassinio e la strage. Con questi giornalisti, con questa cultura e ideologia di governo, con questa mentalità, vedrete che i gappisti assassineranno di nuovo anche in Italia. E saranno protetti dai giornalisti, dagli intellettuali, dai maiali e dai codardi di ogni risma. Avranno un solo limite, e due freni: la loro vigliaccheria oceanica e la fermezza serena dei non-ammessi-al-consesso-degli-uomini. Ricominciamo.

Fonte: http://www.noreporter.org/index.php?view=article&catid=7%3Aalterview&id=20598%3Avoi-vigliacchi&format=pdf&option=com_content&Itemid=13

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One comment

  1. Mi sono imbattuto quasi accidentalmente nel Vostro sito ed ho apprezzato lo scritto del sig. Adinolfi, che delinea in maniera chiara e senza giri di parole, il contesto culturale in cui deve essere maturato il delitto; appropriato pure l’accostamento con le modalità di attacco delle bande partigiane, soprattutto di matrice comunista, come appunto i GAP.
    Quando ho udito alla radio la notizia della uccisione dei due giovani militanti, ho subito colto il punto di forza con cui i media di regime inquadrano l’evento: parlando di partito filo o neo-nazista, grazie al plagio predisposto sempre per via mediatica da oltre sessant’anni a questa parte, come può un ascoltatore o lettore “educato” a pensare ai nazisti sempre e soltanto cattivi, a provare un minimo sentimento di disapprovazione per il duplice omicidio? Casomai penserà che quei due giovani si meritavano una fine del genere.
    Concludo ricordando, fra i tanti giovani camerati uccisi in Italia negli anni Settanta, il nome di Mikis Mantakas, studente di origine greca militante del FUAN a Roma.
    Un caro saluto da Matteo Lanaro.

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